Di quest’opera ci colpisce l’iperrealismo dell’iride e dei riflessi di luce. Marialuce è riuscita a catturare la naturalezza dello sguardo, incorniciandolo in un gioco di ciglia dai tratti sottili e decisi.
Il contrasto tra la morbidezza della palpebra e la forza del sopracciglio crea una profondità che sembra osservare lo spettatore.
Tutto ciò dimostra una maturità tecnica che permette di gestire la luce su superfici complesse con estrema naturalezza.